SALA SINDACO VOTATO DA 1 MILANESE SU 4

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Visnadi_ editorialeGiuseppe Sala è il nuovo sindaco di Milano. Lo ha scelto la metà dei milanesi – l’altra metà è rimasta a casa – lo ha votato meno di un quarto di quelli che potevano farlo. Basterebbero i numeri (100 mila voti in meno di Pisapia 5 anni fa) per sconsigliare toni trionfalistici a commento di questa sofferta elezione.

Al ballottaggio, Sala ha ottenuto 40 mila voti in più del primo turno e la forbice con Stefano Parisi si è allargata: dai 5 mila del 5 giugno ai 17 mila di ieri. Tutti voti radicali, intesi come quelli dell’apparentato partito omonimo e soprattutto come quelli della sinistra milanese più rossa, quella che in forza del male minore ha scelto il candidato meno distante dalle proprie idee.

Di fatto, e per quanto non scritta sulla carta, al ballottaggio ha vinto la coalizione che 5 anni fa sostenne Pisapia, quella stessa che la candidatura Sala aveva fatto saltare. Un candidato diverso dall’ex manager di Letizia Moratti l’avrebbe proposta già al primo turno e non avrebbe rischiato di perdere e fare perdere Milano alla sinistra.

Stefano Parisi, che tanto aveva già ottenuto il 5 giugno, è cresciuto di 28 mila voti. Per vincere, gli sarebbero serviti quelli dei 5 Stelle, ma quello è un bacino riservato – e in crescita anche a Milano – dove avrebbe più facilmente attinto un candidato dichiaratamente anti-renziano, per esempio un candidato apertamente schierato con il No al referendum di ottobre.

L’elezione di Giuseppe Sala a sindaco, salva il Partito Democratico da una debacle storica e Matteo Renzi dalle dimissioni immediate, almeno dal vertice del suo partito. La sfida nazionale slitta a ottobre e vista l’aria che tira sarà una partita senza possibilità di pareggio o calci di rigore.

Gianni Visnadi

20 giugno 2016