TESTA E CUORE 27/06/2022

Stavolta potremmo dire che a fare la parte dell’ospite è don Roberto Ponti, accolto a Roma nell’Archivio della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I dalla giornalista e vaticanista Stefania Falasca, vice-presidente della Fondazione. Stefania ha da poco pubblicato per le Edizioni San Paolo due volumi su Albino Luciani, ovvero su papa Giovanni Paolo I anche meglio conosciuto come “il papa del sorriso”, e lo ha scritto in qualità di vice-postulatrice della sua causa di beatificazione ormai prossima. I volumi presentano uno il magistero, una novità assoluta dopo 44 anni, e il secondo la biografia minuziosamente documentata.
Stefania Falasca ha coniugato la professione con l’aspirazione, vivendo lo studio e la ricerca storico-critica su papa Luciani come risposta ad una vera e propria “vocazione”, cioè a quell’invito di disponibilità a fare luce sulla vita di un papa che in appena 34 giorni di pontificato ha lasciato il segno della semplicità evangelica, nel tratto e nel linguaggio, ma non solo.
Uomo dalla comunicazione geniale, lo definisce la Falasca, che ne sottolinea la poliedricità della cultura e lo stile giornalistico della narrazione come anche della catalogazione, con la quale egli ha supportato l’impegno di studioso prima e di successore di Pietro poi.
Nella sua intervista ci vengono regalati aspetti del pensiero e della formazione di papa Luciani che non ancora sono di dominio pubblico, complice purtroppo l’enfasi esagerata sulla sua morte improvvisa che ha preso il sopravvento, quasi oscurando la sua notevole esperienza di uomo e di sacerdote.
Diceva Luciani che “per parlare della Chiesa bisogna entrare nella visuale della Chiesa” e Stefania ne accoglie in pieno il consiglio, donandoci il frutto della sua ricerca nel ritratto di un papa osservato da un punto di vista inedito, corredato in questa puntata da immagini e filmati di archivio che, come non mai, attirano la nostra attenzione di mente e di cuore. Un papa che se avesse potuto scegliere avrebbe voluto fare il giornalista, rivela Stefania, perché diceva che “con la penna si può fare tanto bene” e si può parlare al cuore della gente rendendo il Vangelo accessibile a tutti.